Esiste una geografia del silenzio. Spazi che un tempo furono
scenario di attività, di movimento. Luoghi che non furono
abbandonati per negligenza, ma semplicemente hanno smesso di essere
necessari, e in quella cessazione trovarono un nuovo modo di esistere.
Questo progetto collettivo nasce da uno sguardo condiviso verso quell'altra
natura morta: non quella della natura morta classica, ma quella del territorio.
Paesaggi che conservano l'impronta di ciò che furono senza nostalgia né
mi lamento, semplicemente essendo. Spazi sospesi in un tempo
proprio, estranei alla fretta del presente.
La natura morta è sempre stata, nell'arte, una meditazione
sull'impermanenza. Qui questa tradizione si espande verso
architettonico, il rurale, l'industriale. Fotographiamo ciò che
resta quando l'azione si ritira: non l'assenza come perdita,
ma come pausa. Come un respiro trattenuto.
Susana Delgado, Sara Navarro, MEI EFE, Jessica Polar e María
Argüelles, cinque sguardi che convergono nella stessa domanda: cosa
ci lascia uno spazio quando non ha più niente da dire?
26.05.2026 al 21.06.2026